MI HANNO DETTO CHE GLI UNICORNI NON ESISTONO

Carlotta è seduta su una panchina della stazione..quella ragazza dai capelli verdi, blu e rossi, dal rossetto rosso scuro e un piercing che le sbuca dal naso. Carlotta è una teenager, porta spesso canottiere nere e jeans scoloriti, sneackers bianche più grosse del suo piede con stringhe di raso nero.

E’ una teenager come le altre, si confonde nella massa, con lo zaino calato sulle spalle e gli auricolari nelle orecchie..

“Le persone sono proprio strane, ognuno con il suo modo di vestire, di fare..a me non frega proprio niente degli altri. Guarda questo qua che ho seduto di fianco: un ragazzo di colore con un fare spavaldo e le ciabatte ai piedi! Ma come si fa?! Sinceramente mi fa un po’ paura, con quello che si sente in giro, non si sa mai! Forse però è lui ad avere paura, o forse non gliene frega un cavolo di noi..chissà cosa ha vissuto e come vive tutt’ora!..

Stamattina sto treno ci mette un’eternità e io sono più assonnata di sempre, sono le 7:42 ed è solo martedì! Stamattina poi allo specchio mi vedevo proprio un cesso e ho messo male l’eyeliner..maledetto pennino!!

Che palle il prof. di Filosofia oggi interroga..speriamo non becchi proprio me! Ogni volta che mi chiama anche se ho studiato come una matta riesce a mettermi in difficoltà; con quello sguardo duro che sembra debba giudicarti per decidere paradiso o inferno..per poi avere un 6 e mezzo! Però ieri ho passato tutto il pomeriggio a studiare, cavolo avrei potuto uscire con Giulia per andare davanti al solito bar con le altre..che palle non mi sento comunque preparata.”

Comincia così un martedì mattina qualunque di Carlotta.

Mentre il temuto prof. di Filosofia interroga, lei si ritrova seduta nel banco con un piede sotto il sedere persa nei suoi pensieri, a scarabocchiare il foglio degli appunti e a pensare alle parole che la madre le ha detto prima di uscire di casa “Carlotta, mi sembri un po’ assente oggi! Forza che hai l’interrogazione stamattina..Carlotta allora mi ascolti?! Guarda che gli unicorni non esistono..datti una svegliata!!”.

“Ma cosa ne vuole sapere mia madre degli unicorni??” sorride e pensa tra se. “Gli unicorni esistono eccome, sono i pensieri positivi che mi frullano in testa in questa noiosa vita che mi ritrovo..studio, scuola e poco altro..! Non vedo l’ora di tornare a casa e chiudermi nella mia camera, accendere l’MP4, ascoltarmi i Linkin Park e viaggiare con quegli unicorni in capo al cielo..guidata dalla voce di Chester e Mike sopra alle stelle..disegnando di arcobaleni e nuvole, sognando di luci colorate, bicchieri, tramonti, mani che si sfiorano ed emozioni sfuocate”…”però forse aveva ragione mia mamma stamattina..gli unicorni non esistono e devo tornare con i piedi per terra..uff”

Le cronache riporteranno in seguito: Un treno regionale, partito dalla stazione di Roma Termini e diretto a Campobasso, intorno alle 15.30 ha tamponato vicino a Frosinone un altro convoglio fermo nella stazione di Roccasecca. L’urto ha fatto deragliare alcune carrozze che si sono impennate e sono finite sul tetto dei vagoni che le precedevano.

Carlotta morì il nel viaggio di ritorno a casa, in quel treno maledetto: era martedì 20 dicembre 2005 ore 15:30.

Chissà se da allora è diventata anche lei un unicorno, al galoppo in mezzo agli arcobaleni.

Nei pomeriggi di settembre particolarmente assolati, con qualche nuvola sparsa nel cielo, uno strano effetto di colori fa scorgere dei singolari e piccoli arcobaleni..beh li in mezzo sono sicura ci siano tante strane creature..qualcuno li chiama unicorni, altri anime!

Elena M.

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