La scelta sta a te

L’immagine dello zoccolo di un cammello nel deserto..

la polvere,

la sabbia,

il caldo e un miraggio.

Quel cammello è legato al suo cocchiere

con corde di pesante cuoio nero,

sente la sete e il sole cocente

con le zampe infilate nella sabbia.

Risuonano suoni polverosi

canti accorati di donne

e bambine dai lunghi turbanti,

note cantilenose.

E’ proprio quella, mi chiedo, la vita di quel cammello? 

Indissolubilmente legata a quella del suo cocchiere,

senza di lui sarebbe perso nel deserto

morirebbe sicuramente.

Vorrebbe scappare e assaporare la libertà,

non ce la farebbe a lungo..

eternamente condanato ad una breve vita di incertezze..

vivere libero o morire.

Questa è la condanna, che in fondo, ci affligge:

libero o prigioniero?

La scelta sta a te. 

Elena M.

cammello.jpg

The socket image of a camel in the desert ..

dust,

sand,

the heat and a mirage.

 
That camel is tied to his chariot

with heavy black leather strings,

feel the thirst and the scorching sun

with its legs tucked in the sand.


Resonate dusty sounds

heartfelt songs of women

and girls with long turbans,

cantilenose notes.

 
It's just that, I wonder, the life of that camel?

Inextricably linked to that of his driver,

without him it would be lost in the desert

surely die.

 
He would like to get away and enjoy the freedom,

It would not take long ..

eternally doomed to a short life of uncertainties ..

live free or die.

This is the condemnation, that after all, afflicts us:

free or a prisoner?

The choice is up to you.

Elena M.
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Forse non ci resta che attendere..

Molte cose sono state dette,

molte altre scritte,

tante le parole e le frasi di cordoglio..

..voglio esprimere anche la mia, personale, emozione riguardo agli eventi degli ultimi giorni:

una morte non è diversa dalle altre,

è dolorosa e penosa di per sè,

che si tratti di uomini o donne, 

vecchi o giovani, 

francesi o arabi.

Devastante è, invece, il motivo per cui è avvenuta la morte dei fratelli e delle sorelle del mondo, 

dei ragazzi e delle ragazze francesi e kenyoti che hanno dilaniato la normalità, 

la quotidianità di tutti noi,

in un weekend di un novembre qualunque, 

in quello che verrà ricordato nelle pagine di storia come 

L’11 settembre francese e la strage delle decapitazioni

Il dolore con il tempo svanirà, 

il ricordo rimarrà come una cicatrice rimarginata,

nulla di quanto è successo è servito, 

se non a fomentare un unico sentimento:

l’odio.

Gli uomini rimangono tali: non possono sostituirsi a Dio e decidere il bene e il male.

Ho passato ore e giorni della mia vita ad interrogarmi sull’esistenza di un mondo trascendentale, sulla presenza e sulla prova dell’esistenza divina; ho interrogato persone di religione diversa, con l’intento di trovare un fondo comune.

Beh l’ho trovato. 

Anche se sembra assurdo, per certi versi, il filo conduttore delle religioni del mondo è la pace, la serenità con sè stessi e con Dio (o gli Dei). 

I testimoni di Geova credono che Dio, Geova, stia aspettando il momento giusto per stabilire il proprio regno sulla Terra. Geova scenderà per creare il Nuovo Mondo, sconfiggere Satana definitivamente e cancellare il male, la corruzione e le persone che non lo amano profondamente (come Padre e Mentore per una vita perfetta, piena d’amore e armonia) nel giorno del Giudizio. 

Confesso che molte volte mi sono messa a pregare, 

con la speranza che quel giorno fosse stato quello successivo, 

con la speranza di svegliarmi e trovare un mondo di pace, in armonia e serenità, con abbondanza per tutti, benessere e poche preoccupazioni. 

Ogni volta aprendo gli occhi, invece, ho visto disperazione, guerra, atrocità, morti, negatività, ingiustizie. 

Allora mi interrogo sui principi che i miei genitori hanno sempre cercato di insegnarmi, 

sul rispetto e l’amore che ricevo e restituisco ogni giorno al mio fidanzato, 

su come sia splendido il mondo in cui viviamo 

e su quanto, per forza di cose, il Nostro Dio (che sia Geova, Allah, Dieu, Ar-Rahmân, Al-Bâqî o tutti gli dei delle religioni pagane) ci ami profondamente e ci permetta di assaporare le più varie sfaccettature del mondo, anche quelle brutte.

Forse non ci resta che attendere..

 ..che qualcuno lassù faccia il primo passo.

Many things have been said,

many other writings,

many words and phrases of condolence ..

..voglio also express my personal, emotion about the events of the last days:

death is no different from the others,

is painful and distressing in itself,

whether it’s men or women,

old or young,

French or Arabic.

Devastating is, however, why the death occurred of the brothers and sisters of the world,

boys and girls in France and Kenyans that ravaged the norm,

the daily life of all of us,

in a weekend of Nov. any,

in what will be remembered in the pages of history as

On September 11, the French and the massacre of beheadings

The pain will fade with time,

the memory will remain as a scar healed,

nothing of what has happened is served,

if not to stir up the same feeling:

hatred.

The men remain so: they can not replace God and decide good and evil.

I spent hours and days of my life to question the existence of a transcendental world, the existence and proof of the existence of God; I interviewed people of different religions, with the intent of finding a mutual fund.

Well I found it.

Although it seems absurd, in some ways, the theme of world religions is peace, peace with themselves and with God (or the gods).

Jehovah’s Witnesses believe that God, Jehovah, is waiting for the right time to establish his kingdom on Earth. Jehovah will come down to create the New World, defeat Satan and finally erase the evil, corruption and people who do not love him deeply (as Father and Mentor for a perfect life, full of love and harmony) at the Judgment.

I confess that many times I started to pray,

with the hope that that day was the next,

hoping to wake up and find a world of peace, harmony and serenity, with plenty for all, welfare and few worries.

Whenever opening his eyes, however, I have seen despair, war, atrocities, dead, negativity, injustices.

So I question the principles that my parents have always tried to teach me,

the respect and the love that I receive and I return every day to my boyfriend,

how wonderful the world we live in

and how, inevitably, Our God (who is Jehovah, Allah, Dieu, Ar-Rahman, Al-Baqi or all of the pagan religions) loves us deeply and let us enjoy the most varied facets of the world even those nasty.

Maybe we just have to wait ..

..that someone up there to take the first step.

Elena M.

Quella dannata cuffia blu

Ogni tanto mi soffermo a parsarci,

sai..

a quel tuo sguardo dolce nascosto dietro le lenti

alle tue mani scure e consumate,

troppo grosse per essere afferrate da quelle sottili di una bambina.

Ogni tanto mi soffermo a parsarci,

sai..

a quella tua cuffia blu logora dal tempo

alle tue cravatte strette e tutte uguali,

che hanno fatto cambiare stile di vita a molti ragazzi.

Si,

mi soffermo a pensare a te

molto più di quanto immagini,

pur avendoti tutti i giorni sotto gli occhi.

 

Ogni tanto mi soffermo a parsarci,

sai..

a quel tuo modo di vedere la vita

ai tuoi pensieri profondi,

frasi, ricordi, stralci di una sera qualunque.

 

Ogni tanto mi soffermo a parsarci,

sai..

a quel sottile ed enorme legame che inevitabilmente ci lega,

alle nostre risate senza senso,

sguardi, parole, grida inutili.

 

La realtà è che..

 Ho paura di perdere tutto questo, un giorno, e ritrovarmi senza di te

rimpiangere, voler saltare indietro nel tempo.

Ho paura che sarà troppo tardi e non potrò più rivedere quella dannata cuffia

o quel fazzoletto di stoffa che tante volte ti ho chiesto.

Ogni tanto mi soffermo a parsarci,

sai..
..ma tu sei con me.
Elena M.
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Il profumo dei biscotti

Gocce di pioggia,
limpide e cristalline
cadono sulle guance:
un brivido.

Cristalli di neve,
candidi e stilizzati
si infilano tra i capelli:
cordoli dorati.

L’inverno è alle porte
il freddo ghiaccia i cuori,
le menti,
i pensieri del mondo.

Esiste un posto però
in cui tutto è pace
è calore:
gioia.

Esiste un posto però
in cui ci siamo solo noi.

Note dolci,
profumo di biscotti
il calore di una coperta.

Quel posto,
potrebbe essere qualunque posto.

Quel posto,
siamo noi.

Io e Te.

piedi-lenzuola-amore

Elena M.

Wood..

Questo non è di certo un blog fotografico, ma ho voluto comunque postare queste foto (fatte stamane nei dintorni di casa mia) per sottolineare quanto poetiche possano essere anche le immagini e le atmosfere.

Qui siamo abituati a leggere fiumi di concetti, di parole e versi.

Invece oggi vi invito ad OSSERVARE e riflettere:

la natura è la più grande poesia d’amore che sia mai stata creata.

 This is certainly not a photo blog, but I still wanted to post these pictures (made ​​this morning near my home)

to point out what can be poetic images and atmospheres.

Here, we are used to read streams of concepts, words and verses.

Instead today I invite you to reflect and OBSERVE:

Nature is the greatest poem of love that has ever been created.

Elena M.

Tu

Tu: dolce petalo di rosa,

mi hai reso scrigno dorato dei sogni ormai sfumati,

delle speranze svanite nella nebbia,

in una vita che ha saputo essere crudele con te,

fin dal principio,

come non lo è mai stata con me.

Tu: gocciolina d’acqua in balia della gravità

mi hai reso scatola delle tue memorie,

dei graffi e dei lividi che ti porti stampati sul cuore,

marchio indelebile della tua infanzia,

testimonianza di un mondo più grande di te

che non ha saputo farti emergere dal buio.

Tu: fulmine nella notte,

mi hai reso simbolo del tuo riscatto,

della voglia di non affondare,

del disiderio di cancellare ciò che è stato

sentendo lontani quei momenti:

Il vuoto,

il rumore del legno che scricchiola,

le grida squillanti di una madre,

la senzazione umida delle lacrime

su quelle guance ancora troppo lisce per essere quelle di un uomo.

Ormai sono lontani,

al sicuro dentro di me,

ora puoi sentirti libero di aprire le ali

di volare libero

puro..

                  ..senti il rumore della pioggia.

Elena M.

scrigno dorato

Con una dedica speciale ad una persona meravigliosa.

With a special dedication to a wonderful person.

Elena M.

Emozioni ritrovate

Il suono soffuso della macchina che macina strada
E noi due
In silenzio 
A goderci sensazioni che da tempo avevamo smarrito
Perse nel vuoto di una vita alla ricerca di chissà cosa
Noi due in silenzio,
Le nuvole che sfrecciano sul finestrino 
Colori soffusi
Nell’intimità del nostro piccolo mondo
Alla ricerca di chissà cosa 
Senza meta,
Senza null’altro che noi.

Un attimo, null’altro a riassumere quello che siamo
Fulmini nella notte più oscura
Stelle brillanti in un cielo limpido. 

E il motore in sottofondo ci fa ricordare il mondo, grigio e pallido
..quello di sempre.
Elena M.

image

oltre i campi di grano

Ho visto colline lontane,

ho visto nascere il sole, 

questa mattina

ho visto campi arati,

ho visto il dorato dei campi

all’alba

una voce soffusa che mi trascina con se,

una lagna dolce e amara

una velenosa e pungente voce,

mi diceva di segurla all’inferno, oltre le fiamme, oltre il vento,

mi diceva di seguirla in paradiso, oltre le nuvole, oltre il mare,

come desidero che tu sia qui 

starò bene, là oltre i campi di grano,

ma tu non sei qui.

Ho visto prati divelti 

ho visto calare il sole

lontano, oltre le montagne

ho visto il fieno raccolto 

in ordinati covoni quadrati

al tramonto, 

questa sera

ma tu non sei qui

al suono della chitarra

al ricciolo solare della nota

così, posso dirtelo: 

paradiso e inferno,

cieli blu e campi bruciati,

nulla cambia,

niente importa, 

il confine non esiste.

Vorrei tanto che fossi qui:

cammina oltre mondo

corri con me.

siccita-nebraska2-831x600 

Elena M.

The desperate need of the other and the sad agony of the times: all collected in few lines.

Lacrima 

Immobile….

quel ricordo lo provo ancora,

lo conservo negli occhi.

Non c’eri più

non eri lì…,

immobile,

come mai… non desideravi.

Aspettavi….,

osservavi in silenzio

ma gli occhi…

i tuoi occhi…

per l’ultima volta,

hanno parlato per te.

Quella lacrima silenziosa

del sapere e capire,

come gridare “sono qui”,

anche se non c’eri più.

Vola tranquillo ora…

Mi sei rimasto dentro…

con quella piccola lacrima,

più di mille parole..,

vola tranquillo ora…

le tue sofferenze son finite.

Rimarrà qui..,

qui dentro al cuore,

solo la tua piccola e…

                     lucida lacrima.

 A.Epstain
Le persone ci lasciano, prima o poi qualcuno se ne va, ed è inutile chiederci il perché. Non avremmo risposta, noi siamo troppo piccoli per capire e troppo umani per comprendere. Qualcuno un giorno disse: “la morte non esiste”, quel qualcuno credo abbia visto aldilà del tempo, del mondo, della vita terrena. Ed io mi sento di credergli. Ciao Zio Dino, un giorno riuscirò ancora sentirti pronunciare quei confusionati discorsi sulla vita!

People leave us, sooner or later someone goes away, and it’s useless to ask why. We don’t have reply, we are too small to understand and to understand human too. One day someone said, “death does not exist”, that I think anyone has seen the afterlife of the time, the world of earthly life. And I would believe him.

Hi Uncle Dino, one day I can still hear you say those disconnected speeches on life!

 Elena M.

Il mio angelo nero

 ..racchiudo l’essenza di un fiore nero, delicato e letale..

[..]

Quella sera, affranta dall’ennesima delusione, mi sedetti per terra e mi misi a fissare il vuoto..
si, il vuoto.
Era strano per me: sono sempre stata una donna attiva, non mi sono mai data per vinta, ma quella sera,
quella maledetta sera mi ero come spenta.
La piccola candela che ardeva scaldandomi il cuore, si era all’improvviso spenta: un sottile soffio di aria gelida.
Non potevo fare altro che fissare quel vuoto, tanto familiare, che avevo sempre osservato come dall’orlo di un precipizio.
Dentro al baratro ora ci ero finita io.
Sono sempre stata li, a tendere la mano a chi vacillava, a chi era tentato di cadere giù, a chi il destino lo aveva incerto.
Sempre li,
pronta ad afferrarlo all’ultimo secondo prima del capitombolo.
Ora a capitollare c’ero io.
Non sono sicura ci fosse qualcuno al mio posto, su quell’orlo capace di sporgersi e afferrarmi.
Per la prima volta ho avuto paura: l’inconsistente terrore del vuoto, di lasciarmi cadere,  paura dell’incessante volteggiare del destino.
La paura, quella si che era una grande presenza, ma non era l’unica.
Accanto a lei ho trovato anche il sollievo: mi chiedo se si può essere così ipocriti, se sia normale essere sollevati spiritualmente nel cadere da un burrone.
Beh mi vergogno ma è così.
Per troppo tempo ho nascosto me stessa, ho fatto finta di non vedere, in nome di un quacosa che si è rivelato fumo.
Ma io ci credevo, mi sono buttata a capofitto anche in questo.
Sto sbagliando tutto però, io ci sono ancora dentro e una parte di me non ha alcuna intenzione di muoversi da qui.
L’altra invece continua a gridarmi di correre, di fuggire, di scappare da tutto.
Forse sono io ad essere sbagliata.
Il peggio non esiste: racchiudo l’essenza di un fiore nero, delicato e letale.
Sono sempre stata fiera di rappresentare quel fiore, ma ci sono delle conseguenze.
A volte non riesco a restare senza soffrire. No, non sono pura e nemmeno perfetta.
Forse, dovrei solamente piegarmi all’evidenza: sono umana. 

Le emozioni non sono ne positive, ne negative, sono solo pure e semplici emozioni.
Sta a noi decidere se sono belle o brutte.
Intanto continuo a fluttuare nel baratro in attesa di qualcuno che mi riporti alla vita. [..]


[..] D’un tratto quel vuoto si riempie di una luce accecante. Ah sei tu.
Finalmente, dolce e adorabile tormento,

mi hai afferrato, ci è mancato poco.[..] 


[..]Allora

anche per me,

speranza c’è.

Elena M.

Tratto da “Il mio angelo nero” 2012-2015

angelo nero